Patologia d’alta quota.

 

CONSIGLI PER I FREQUENTATORI  DELL’ ALTA QUOTA

 

La patologia d’alta quota (Male Acuto di Montagna AMS) è legata principalmente alla carenza di ossigeno nell’aria che respiriamo. Man mano che si sale di quota diminuisce la Pressione parziale dell’O2 nell’aria e quindi minore è la quantità di ossigeno che incameriamo nei polmoni ad ogni atto respiratorio. Per far fronte a questo problema di vitale importanza per la sopravvivenza, la parte autonoma del nostro cervello (quella più intelligente!) “comanda” agli organi (cuore, polmoni, reni, ghiandole ecc) delle modificazioni funzionali atte a compensare la carenza di ossigeno e a permettere l’adattamento  del nostro organismo a quell’ambiente così ostile alla vita.

Quando gli organi coinvolti non riescono a modificare correttamente le loro funzioni si sviluppa la patologia d’alta quota. Questo fortunatamente non accade di frequente e quindi molte delle persone che vanno in alta quota non manifestano alcuna patologia.

Certo è che dobbiamo dare tempo al nostro organismo di mettere in atto queste modificazioni funzionali. Il tempo di adattamento è variabile da individuo ad individuo. Ci sono comunque delle regole comportamentali che tutti devono osservare per evitale l’AMS.

Regola principale è non avere fretta! Sopra i 2500-3000 mt l’ascensione deve essere sempre lenta.

Questo non significa che non possano compiersi salite di 700-800 mt al giorno. L’importante è che si torni a quote più basse nell’arco di poche ore. Salire da 3000 mt a 5000 in tre giorni e poi restare una settimana in quota espone ad un’alta probabilità d’insorgenza di AMS.

Ciascuno di noi andando in quota avverte sulla propria “pelle” le modificazioni del proprio organismo. Tutti avvertono nei primi giorni aumento della frequenza respiratoria e della frequenza cardiaca anche a riposo, facile affaticamento. Fin qui tutto normale, ma se a questi  cominciano ad aggiungersi uno o più sintomi come senso di “testa vuota” fino alla cefalea, inappetenza, nausea, vomito, difficoltà a prender sonno, risvegli notturni improvvisi, stanchezza ingiustificata, contrazione della diuresi, allora dobbiamo cominciare a pensare che probabilmente il nostro organismo non riesce ancora ad adattarsi. Siamo in quell’area di passaggio fra il fisiologico e il patologico che deve richiamare la nostra attenzione. Infatti se sono presenti oltre alla cefalea persistente uno o più sintomi fra quelli elencati, si rischia, continuando la salita, di andare incontro a situazioni ben più gravi e difficili da gestire autonomamente come l’edema polmonare e/o l’edema cerebrale d’alta quota. Il primo si manifesta inizialmente  con una tosse stizzosa, secca,continua che non da tregua a questo si aggiunge un grado variabile di dispnea anche a riposo e di cianosi (colorito violaceo delle labbra) nella fase conclamata. L’edema cerebrale che può presentarsi da solo o accompagnarsi all’edema polmonare. Si manifesta inizialmente con forte cefalea, che non si risolve con l’assunzione di antidolorifici (come l’Ibuprofene), a cui si associano sintomi sempre più ingravescenti come vertigini, vomito improvviso senza nausea, disturbi dell’equilibrio e della coordinazione dei movimenti, rallentamento psicomotorio fino al sopore e al coma. L’edema polmonare e l’edema cerebrale costituiscono la conseguenza più infausta del mancato adattamento del nostro organismo all’alta quota. Sono perciò l’espressione maligna dell’AMS.

La terapia farmacologia di queste due patologie non permette una  guarigione completa sul posto ma solo un miglioramento temporaneo che dà modo allo sventurato di abbassarsi di quota. L’abbassamento rapido di quota (almeno 700-800 mt) è la cura più efficace dell’AMS.

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Farmaci:

  

Antidiarroici (tipo Dissenten) dopo ogni scarica diarroica

Integratori flora batterica intestinale (tipo Enterogermina) assunzione a digiuno. Anche a scopo preventivo .

Antibiotici (tipo Ciproxin) vanno bene sia per le infezioni intestinali (diarrea con febbre) sia per le infezioni respiratorie.

Antinfiammatori – FANS (ottimo l’Ibuprofene per la cefalea e dolori osteo-muscolari)

Benzodiazepine (Sonniferi blandi come Stilnox, Tavor 1.0 mg,Serpax 15 mg ecc) .

Collirio cortisonico per le congiuntiviti attiniche

Acqua ossigenata per disinfezione ferite

Qualche garza sterile e benda orlata, cerotti medicati, Compeed (per le vesciche ai piedi)

Crema solare a schermo totale o ad alto fattore protettivo.

Per le emergenze Diamox cp in caso di cefalea resistente al Ibuprofene. Se dopo una giornata di Diamox (1c x 2)  persistono i sintomi abbassarsi di quota.

Deltacortene 25 mg cp in caso di mancato miglioramento (dopo Diamox) della cefalea associata a intensa spossatezza, vertigini o altri sintomi (vedi sopra).

 

Dott .Fabrizio Spaziani