Manovra di Sellick.
Viene sempre fatta bene?
Su un numero ormai storico di Lancet del 1961, veniva descritta da B.A. Sellick, una manovra rianimatoria complementare che prenderà il suo nome.
Ognuno di noi l' ha appresa durante i primi approcci "seri" alle vie aeree e oggi molto spesso, durante una intubazione, chiediamo ai nostri collaboratori :"Spingi un pò la cricoide!!" Ma siamo sicuri che la manovra sia sempre corretta soprattutto quando nell' emergenza extraospedaliera il collaboratore può essere inesperto o improvvisato?
Facciamo il punto sulla questione.
Cos' è la manovra di Sellick?
Consiste nella applicazione di una forza ben calibrata a livello della cartilagine cricoidea (consistente) con conseguente compressione dell' esofago (con pareti comprimibili) contro il corpo della vertebra C5 o C6. La forza viene esercitata applicando il primo e secondo dito sulla cricoide pinzandola e spingendo. E' una manovra facile da apprendere ma spesso eseguita scorrettamente.
Quale è lo scopo?
La manovra ottiene un duplice risultato
Miglioramento della visualizzazione della glottide
Prevenzione della insufflazione gastrica.
Eliminazione del rischio di rigurgito di contenuto gastrico in faringe con conseguente inalazione bronchiale.
Quando si usa?
E' una classica manovra che viene eseguita in corso di intubazione rapida e viene a far parte della sequenza prevista tra la preossigenazione e la induzione.
Chi la esegue?
La manovra viene eseguita da un secondo operatore dato che il primo si ritrova a dovere in contemporanea intubare il paziente. Essa viene protratta fino al cuffiaggio e alla verifica della posizione del tubo.
Dove è il problema?
Per essere efficace e priva di rischi la manovra di Sellick va eseguita tenendo conto di diversi particolari:
Sicuro appoggio delle due dita sulla cartilagine cricoidea e non più in basso dove si rischia di collassare la trachea.
Forza calibrata in modo da non rompere l' esofago contro le vertebre e di resistere ad eventuali sovrapressioni da vomito.
La manovra per essere efficace deve essere ben calibrata. Leggendo l' ottimo lavoro di M. J Ruth e R. Griffiths si può standardizzare un metodo generale.
La tabella che segue può fornire utili indicazioni:
1 Kg = 9.82 Newton (N)
| Forza da esercitare per prevenire il rigurgito nell' incosciente | 20 N |
| Forza da esercitare per prevenire il rigurgito nel cosciente | 30 N |
| Forza capace di creare ostruzione delle vie aeree | > 40N |
| Compressione debole ed inefficace | < 20 N |
Per farsi una idea di cosa sia una pressione di 20-30 N si può utilizzare il seguente metodo:se si prende una siringa da 50 cc e la si tappa sul cono terminale, una forza di 20 N corrisponde a quella che occorre per portare il pistone a 38 ml. Una forza di 30 N sarà necessaria per portare il pistone a 33ml.
Durante la manovra di Sellick il capo va tenuto neutro come posizione, anche se una iperestensione può stirare l' esofago permettendo un fissaggio delle stesso in posizione mediana.
Se la intubazione tracheale appare difficile come esecuzione è opportuno non mollare con la compressione ma cambiare leggermente la direzione della stessa. Ciò potrà consentire una migliore visulaizzazione glottidea.
Bibliografia:
Sellick B. A. Cricoid pressure to control regurgitation of stomach contents during induction af anaesthesia. Lancet 1061; 2: 404-406
Ruth M.J. Griffiths R. Safe use of cricoid pressure. Anaesthesia 199; 54:498