Nella
emergenza extraospedaliera ma piu’ in generale in tutta la attivita’ svolta
a livello del DEU, la sedazione e l’analgesia occupano degli spazi fondamentali.
Ogni fase della gestione del paziente che accede ai servizi di urgenza-emergenza
puo’ prevedere delle indicazioni alla sedazione-analgesia. Il medico operante
in un DEU quindi deve avere assoluta padronanza delle tecniche in oggetto.
L’argomento
così come definito, abbraccia una serie molto ampia di problematiche
d’urgenza-emergenza medica che possono spaziare dalla semplice analgesia
con FANS nel traumatizzato minore fino a complesse sedazioni multifarmacologiche
di tipo prettamente anestesiologico.
Le
linee guida hanno il compito di indirizzare il medico con una serie di
raccomandazioni tese ad ottimizzare e rendere sicure queste che possono
essere procedure anche rischiose.
Le
procedure descritte in queste linee guida possono essere impiegate anche
nella sedazione del paziente in interventi d’elezione essendo sicuramente
complete e ridondanti...
INTRODUZIONE
DEL PROBLEMA
La
medicina d’urgenza è fatta d’interventi che molto facilmente generano
dolore, ansia, agitazione. Nell’ambito preospedaliera, a livello DEU e
piu’ in generale in tutta quella che è l’urgenza appare disumano
effettuare degli interventi dolorosi ed ansiogeni senza prendere delle
precauzioni per minimizzare questi effetti.
Gli
oppioidi e i sedativi pero’ sono farmaci potenzialmente pericolosi se utilizzati
da mani inesperte in un contesto poco controllato...
A
livello di DEU la sedazione-analgesia presenta queste caratteristiche fondamentali:
-Il
numero dei pazienti di un DEU che presenta quadri dolorosi o stato di agitazione
e’ estremamente elevato
-Le
procedure dolorose sono solitamente corte (trasporti primari, mobilizzazioni,
applicazione di trazioni, riduzioni o cardioversioni...)
-Le
competenze specifiche necessarie per eseguire una corretta sedazione-analgesia
non sono dissimili da quelle di base del medico urgentista:
a)
Capacità di fare un buon monitoraggio cardiorespiratorio
b)
Capacità di operare una RCP avanzata, di controllare una compromissione
delle vie aeree o di correggere problemi emodinamici.
c)
Una conoscenza profonda dei farmaci sedativi, ipnotici, oppioidi ecc...
OBIETTIVI
DELLA SEDAZIONE
1)
La sicurezza del paziente, innanzi tutto
2)
Fornire analgesia, ansiolisi e sedazione durante:
-approccio
e procedure extraospedaliere
-trasporto
presso il DEU
-procedure
diagnostico/terapeutiche intraospedaliere
3)
Ridurre il piu’ possibile il trauma psicologico legato alla situazione
d’urgenza
4)
Eseguire interventi totalmente reversibili cioe’ orientati in termini di
restituitio completa allo stato precedente alla sedazione.
DEFINIZIONI
DELLE VARIE MODALITA’ DI SEDAZIONE/ANALGESIA
·Anestesia
generale:
stato d’incoscienza, perdita parziale o completa dei riflessi protettori
delle vie aeree con analgesia di grado variabile.
·Neurolepsia:
è lo stato di sedazione del tutto particolare indotto da farmaci
neurolettici come i butirrofenoni o le fenotiazine. A livello DEU questo
tipo di sedazione puo’ essere molto utile per controllare pazienti agitati.
·Neuroleptoanalgesia: sedazione
in cui vengono combinati oppioidi e butirrofenoni (ad es. Sintodian+Fentanest),
utile per il paziente agitato che necessiti di analgesia. Utilizzata anche
nella premedicazione anestetica.
·Stato
dissociativo:
e’ una particolare modalita’ di sedazione indotta dalla ketamina. Si produce
analgesia, sedazione ed amnesia con stato catalettico senza compromissione
ventilatoria e con riflessi integri delle vie aeree.
·Sedazione
profonda:
stato d’incoscienza con paziente non facilmente svegliabile. Si accompagna
ad alterazione dei riflessi protettivi delle vie aeree...
·Sedazione
cosciente: a
livello di DEU di solito questo è l’obiettivo abituale. Con questo
termine si definisce uno stato in cui riducendo il livello di coscienza
in maniera controllata, il paziente rimane facilmente contattabile. Nel
frattempo è ridotta la percezione del dolore e le vie aeree restano
pervie con ventilazione spontanea adeguata
·Ansiolisi:
si opera una semplice riduzione dello stato d’apprensione senza cambiare
la coscienza.
·Diazanalgesia:
sedazione controllata praticata mediante l’impiego di benzodiazepine ed
oppioidi. Questi farmaci assieme hanno un notevole effetto sommatorio anche
per quanto riguarda la depressione respiratoria.
I
LIVELLI DI SEDAZIONE/ANALGESIA
Nel
passare da uno stato di piena coscienza a d una sedazione profonda esiste
un continuum che puo’ variare all’ infinito. La tabella sotto illustra
questo passaggio.
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LE
CARATTERISTICHE DEL FARMACO IDEALE
Il
farmaco ideale dovrebbe avere una serie di caratteristiche ben precise:
·Procurare
analgesia, sedazione, amnesia e controllo motorio
·Rapido
inizio d’azione
·Sicuro,
efficace, semplice da somministrare
·D’azione
rapidamente reversibile
Un
farmaco del genere evidentemente non esiste e pertanto l’urgentista dovra’calibrare
l’azione concomitante di piu’ farmaci.
TABELLA
DEI FARMACIPIU’ COMUNEMENTE USATI
IN SEDAZIONE ANALGESIA A LIVELLO DI DEU
| Benzodiazepine |
Soprattutto
il diazepam ed il midazolam. Quest’ultimo peraltro sembra
possedere le caratteristiche migliori in termini di cinetica grazie ad
una emivita assai breve. Il farmaco possiede proprieta’ ansiolitiche, ipnotiche,
anticonvulsivanti e miorilassanti. Gli effetti sono antagonizzabili facilmente
dal flumazenil. Il midazolam ha un onset di circa 90 secondi ed ha una
durata di circa 1 ora e mezza per la sedazione. Esso va impiegato alla
dose di 0,1-0,2 mg/kg. La depressione respiratoria è proporzionale
alla velocita’ di somministrazione del farmaco. Lo stesso si dica dell’effetto
ipotensivo. Spesso il midazolam va associato ad una sostanza antalgica
come il fentanyl. Il diazepam ha perduto un po’ la popolarita’ a causa
di una farmacocinetica sicuramente meno favorevole. |
| Propofol |
Il
propofol è adesso, presso il ns. servizio, il farmaco ampiamente
piu’ usato nella sedazione sia in urgenza sia in elezione. L´effetto
del farmaco è rapidissimo, tra i 30 ed i 40 secondi con una durata
di 5-10 minuti. In sedazione si lavora su un dosaggio di 1-4 mg/Kg/ora.
Per esperienza si ottiene una buona sedazione in un adulto di 70 kg partendo
da un bolo iniziale di 0,6-1 mg/kg da ripetere ad intervalli regolari.
Il farmaco se impiegato con attenzione non da’ un grosso impegno della
ventilazione ne’ scompenso emodinamico. Il risveglio è rapido e
di qualita’. Il farmaco ha un basso effetto analgesico perciò va
abbinato ove non sussistano controindicazioni ad un oppioide. |
| Tiopentone
sodico |
Il
farmaco è sicuramente molto efficace ma ha il difetto di essere
un forte depressore cardiorespiratorio. Inoltre ha una cinetica caratterizzata
da accumulo. Il tiopentone ha dalla sua una grande efficacia nella sedazione
dello stato di male epilettico refrattario alle benzodiazepine. In sedazione
va utilizzato alla dose di 0,5-1 mg/kg. Dosi piu’ elevate danno anestesia
generale. |
| Oppioidi
rapidi |
Troviamo
due farmaci molto efficaci nel dare analgesia: il fentanyl e l’alfentanyl.
Il primo di questi è un potente agonista morfinico puro. Rispetto
alla morfina ha una grande potenza, una maggiore distribuzione nel tessuto
adiposo, un rapido onset ed una breve durata di azione. Il fentanyl agisce
in circa 30-40 sec con una durata d’azione di 20-30 minuti. Un impiego
classico del fentanyl vede un dosaggio di circa 1mg/kg
ripetibile ogni 20 minuti. Il
farmaco peraltro puo’ dare depressione respiratoria, nausea,vomito.
La depressione respiratoria precede la perdita di coscienza. E’ buona norma
associare atropina o droperidolo. Puo’ essere abbinato con ottimi risultati
ad un ipnotico come il propofol o al midazolam (diazanalgesia). L’alfentanyl
è un farmaco agonista puro d’elevata potenza e d’estrema rapidita’
d’azione. Rispetto al fentanyl ha un onset piu’ breve e essendo meno liposolubile
ha minore tendenza all’accumulo ed al rilascio successivo. Se lo si somministra
per via e.v. agisce rapidamente in 10-30 secondi con una durata di azione
di 8-10 minuti. Il farmaco e’ in commercio in fiale da 5 mg e in sedazione
viene usato a dosi di 10µg/kg con richiami ogni 10 minuti. Gli effetti
collaterali, simili a quelli del fentanyl possono essere antagonizzati
da una premedicazione con atropina. |
| Morfina |
Questo
e’ l’analgesico centrale di riferimento. Il problema fondamentale in sedazione
e’ che ha un onset piuttosto lungo con avvio della azione tra i 10 e 15
minuti. La durata dell’azione è di 2-3 ore. Va impiegata diluita
a 10 con la classica concentrazione di 1mg/ml somministrandola a boli di
1-2 ml. |
| Ketamina |
E’
un potente anestetico dissociativo. E’ impiegato solitamente a dosi piene
come agente starter in anestesia generale in situazione d’instabilita’
emodinamica. Il farmaco ha una serie di caratteristiche che lo rendono
idoneo alla sedazione: debole effetto emodinamico, broncodilatazione, analgesia
sul tegumento. La dose sedativa è di 0,2-0,4 mg/kg. Il problema
principale del farmaco è dato dal fatto che le dosi subanestetiche
danno uno stato allucinatorio marcato che puo’ invalidare la sedazione.
E’ opportuno abbinare alla ketamina una bdp come il midazolam che riduce
notevolmente il disturbo. La ketamina puo’ dare altresi’ scialorrea che
va contrastata con l’atropina. L’aspetto apparentemente “sveglio” del paziente
in sedazione dissociativa non deve far abbassare la guardia per quanto
riguarda il monitoraggio. |
| Neurolettici |
La
sedazione neurolettica ha delle precise indicazione nel DEU e va effettuata
due farmaci facenti parte farmacologicamente della classe dei butirrofenoni:
droperidolo e aloperidolo. Per le sue caratteristiche il
primo farmaco (SintodianÓ)
e’ sicuramente il piu’ indicato. Il droperidolo ha delle potenti caratteristiche
sedative, antipsicotiche e antiemetiche. Il paziente sedato con questo
farmaco entra in uno stato di cosiddetta catalessia con indifferenza ambientale.
Il farmaco agisce abbastanza rapidamente in 3-5 minuti E.V. ed ha una durata
d’azione di 1-4 ore. Puo’ essere utilizzato assieme alla morfina per realizzare
la neuroleptoanalgesia. Tipicamente è impiegato nella sedazione
del paziente agitato alla dose di 2,5-5 mg (1-2 cc). Il farmaco va utilizzato
con cautela nel paziente ipovolemico. |
COME
SI PROCEDE CON I FARMACI?
Va
seguita una sequenza operativa che deve essere il piu’ possibile rigorosa.
Questo alfine di essere sempre preparati ad eventuali eventi inattesi:
·Preparazione
del materiale
·Preossigenazione
del paziente. Una buona denitrogenizzazione lascia margini molto piu’ ampi
in caso di improvvisa ipoventilazione.
·Avvio
della somministrazione farmacologica. Qui va fatto un distinguo fondamentale:
se la sedazione viene affidata a due diverse sostanze e’ lecito chiedersi:
prima il sedativo o prima l’ analgesico? L’ordine non è fondamentale.
Personalmente somministro prima il sedativo in modo da rilassare bene il
paziente. Una cosa imperativa e’ quella di procedere ad una diluizione
a 10 dei farmaci diluibili e di somministrare il sedativo a piccoli boli
fino ad ottenere l’effetto desiderato. A quel punto s’inizia con l´analgesico.
La soglia di coscienza e di dolore va valutata di volta in volta. la risposta
individuale ai farmaci puo’ essere estremamente variabile.
·Quando
la pratica per cui e’ richiesta la sedazione si e’ conclusa si entra nella
fase piu’ rischiosa per il paziente. La cessazione dello stimolo doloroso
puo’ abbassare molto la soglia di sedazione...quindi attenzione a non interrompere
il monitoraggio!
CONTROINDICAZIONI
ALLA SEDAZIONE-ANALGESIA
Ci
sono delle situazioni in cui è imperativo astenersi da tali pratiche:
1.Inesperienza
nel management delle vie aeree o nella RCP
2.Mancata
conoscenza dei farmaci necessari
3.Assenza
d’idonee attrezzature di monitoraggio
4.Allergie
o ipersensibilita’ ai farmaci
Vi
sono poi una serie di controindicazioni relative che non vanno sottovalutate:
·Anomalie
facciali o dentarie
·Pazienti
ad alto rischio di vomito e inalazione
·Pazienti
instabili dal punto di vista emodinamico o neurologico.
ALCUNI
PRINCIPI DI BASE DELLA SEDAZIONE-ANALGESIA
CHE
E’ BENE CONSIDERARE SEMPRE
1.Sedazione
ed analgesia sono pratiche distinte. Alcuni pazienti potranno necessitare
soprattutto della sedazione mentre altri avranno bisogno di analgesia o
di entrambi.
2.L’
effetto desiderato non si ottiene calcolando a tavolino un dosaggio mg/kg.
Ogni paziente ha una sua sensibilita’ ai vari farmaci, il metodo della
diluizione e della somministrazione endovenosa progressiva ci permettera’
di raggiungere il giusto dosaggio.
3.Un
bolo endovenoso rapido puo’ essere molto pericoloso: meglio diluire la
somministrazione in 1-2 minuti.
4.C’e’
un periodo dopo la somministrazione di un farmaco in cui è massimale
il rischio di deterioramento clinico del paziente. Con i farmaci a rapido
meccanismo d’azione questo periodo e’ piu’ breve...
5.L’anestesia
generale del soggetto deve essere considerata come un risultato indesiderabile
tranne ovviamente nei casi in cui la cosa è espressamente richiesta.
La gran maggioranza degli interventi che si realizzano in un DEU non necessitano
di livelli di sedazione tali da compromettere la funzione ventilatoria.
Bisogna sempre conservare i riflessi di protezione delle vie aeree.
6.I
bambini, le persone anziane e i pazienti con una malattia cardiaca o respiratoria
costituiscono i gruppi ad alto rischio:
·I
bambini richiedono in proporzione dosaggi piu’ alti pro kg
·I
neonati hanno una eliminazione piu’ lenta e una elevata quota di passaggio
ematoencefalico
·Le
persone anziane sono soggette facilmente a scompensi cardiorespiratori
quando si somministrano sedativi/analgesici e richiedono dosi piu’ basse
pro kg.
7.Il
pericolo e’ sempre in agguato e ogni farmaco puo’ dare un problema inatteso
e ogni paziente puo’ avere un decorso imprevisto. Questo in particolare
nei casi in cui si facciano associazioni farmacologiche.
MONITORAGGIO
DEL PAZIENTE DURANTE SEDAZIONE-ANALGESIA
Il
monitoraggio del paziente va proporzionato al grado di sedazione-analgesia
previsto. In ogni caso e’ sempre meglio prevedere possibili peggioramenti
delle condizioni del paziente e pertanto il monitoraggio va previsto piu’
ridondante.
Sara’
buona regola monitorizzare i segni vitali prima, durante e dopo l’esecuzione
della sedazione.
I
segni vitali indicanti polso, pressione e frequenza respiratoria vanno
monitorizzati ad intervalli regolari durante tutto l’ intervento. In tutti
i pazienti sedati e’ opportuno praticare un monitoraggio della saturazione
arteriosa di O2 con un dispositivo dotato di allarmi che permetta interventi
rapidi in caso di peggioramenti del quadro. Quasi sempre e’ necessario
comunque un supplemento di O2.
Tabella
della dotazione minima di monitoraggio per la sedazione in ambito DEU.
| Pulsiossimetro |
| Sorgente
di O2 e maschera |
| Materiale
di ventilazione assistita |
| Monitor
ECG |
| Apparecchio
automatico per la NiPB |
| Aspiratore
di secreti |
INDICAZIONI
DI MASSIMA PER SEDAZIONI ED ANALGESIE PROCEDURALI
La
tabella che segue puo’ fornire degli orientamenti in varie situazioni intraospedaliere,
ma puo’ anche dare indicazioni nella gestione extraospedaliera dei pazienti.
| Sedazione
semplice senza analgesia benzodiazepine
o propofol |
Controllo
del movimento in TAC Esame
lampada a fessura bambino Estrazione
corpi estranei da occhi e orecchie Bambino spaventato cui dover fare anestesia locale Puntura lombareTamponamento
nasale posteriore
Esecuzione
di endoscopie digestive |
| Sedazione
ed analgesia |
Estrazione
di fecalomi Estrazione
di corpi estranei rettali o vaginali Ferite
della mano o amputazioni (come coadiuvante della an. locale) Riduzione
di fratture, lussazioni o applicazione di trazioni Lavaggio
peritoneale Sbrigliamento
d’ustioni Iniezioni
intraossee Cardioversione
elettrica Incisione
d’ascessi voluminosi Esecuzione
di colangiografia percutanea Esecuzione
di radiofrequenze intraparenchimali epatiche |
| Neurolessia |
Paziente
psicotico violento Traumatizzato
agitato (con analgesia) |
| Sedazione
dissociativa pediatrica |
Fratture
e lussazioni da ridurre Drenaggio
d’ascessi Procedure
multiple in un traumatizzato lacerazione
lingua e bocca Trattamento
di gravi ustioni Trattamento
d’estese ferite superficiali |
| Sedazione
dissociativa nell’adulto |
Intubazione
nell’asmatico Instabilita’
emodinamica Rianimazione
del traumatizzato |
P.G.
BARASH, B.F. CULLEN, R.K. STOELTING Handbook
of clinical anesthesia
1997 Lippincott-Raven Publishers
Ligne
directices du consensus canadien sur la sedation et analgésie procedurales
au départment d’ urgenceCAEP-ACMU1996
R.BUCCIARELLI Sedazione
ed analgesia nel paziente extraospedalieroAtti
di Emergency 2000 Vicenza 10/2000