ci dice sempre la verità?
Dr. Raul BUCCIARELLI
SUEM 118 bellunese
Il pulsiossimetro portatile negli ultimi anni è diventato il compagno fedele della attività di soccorso extraospedaliero. Lo strumento è diventato via via più piccolo, preciso ed affidabile per cui quello che era un ausilio prevalentemente da terapia intensiva è arrivato nei P.S. e quindi sulle ambulanze. Il sottoscritto impiega presso il servizio 118 bellunese il piccolo Nonin Onyx, un apparecchio che pesa pochi grammi e che è grande poco più della pinza di un pulsiossimetro tradizionale.
Nel trattamento del paziente con instabilità cadiorespiratoria lo strumento appare estremamente valido in quanto ci consente una lettura continua della quantità di ossigeno presente nel sangue consentendoci di identificare rapidamente l' instaurarsi di una ipossiemia.
Lo scopo di questo breve articolo è come sempre un tantino provocatorio: mi chiedo se la pulsiossimetria sia effettivamente affidabile, valida e necessaria e quali siano i suoi limiti intrinseci ed estrinseci.
Poniamoci un paio di domande tutti: ognuno di
noi butta in continuazione un occhio sul saturimetro, ma siamo certi che
quel numero che leggiamo corrisponda alla reale ossigenazione del paziente?
Conosciamo i falsi positivi ed i falsi negativi della pulsiossimetria?
Occorre capire cosa è la pulsiossimetria.
| L' ossigeno nel sangue viaggia
sotto due forme: da una parte l' ossigeno legato alla emoglobina e dall'
altra quello disciolto nel sangue in forma libera. Questo in rapporto 98:2.
La quantità di ossigeno può essere misurata calcolando la
pressione parziale (PaO2) oppure la percentuale di legame con la Hb. Nel
primo caso noi possiamo effettuare un prelievo di tipo emogasanalitico
ottenendo dei valori massimi di 500 mmHg respirando ossigeno puro. Se respiriamo
la frazione atmosferica di 0.21 otterremo valori di 100 mmHg. La percentuale
di O2 legata può essere valutata con un prelievo o con la ossimetria
e può arrivare al massimo al 100%.
Esiste una correlazione sinusoidale nella curva di dissociazione della emoglobina tra la quantità di O2 espressa in mmHg e la percentuale di saturazione. Questa correlazione non è lineare. Il punto critico della curva è il flesso che corrisponde ad una saturazione del 90%.
Al di sotto di questa percentuale una minima diminuzione di PO2 fa precipitare la saturazione. Quando si hanno valori prossimi a 90% di SpO2 (saturazione) è imperativo somministrare ossigeno. COME E' FATTO UN OSSIMETRO? La tecnica è nota da sessanta anni. Fu Squire nel 1940 che avvio sperimentalmente con ingombranti apparecchi la prima valutazione non invasiva della SpO2. Bisognerà arrivare agli anni 60 per trovare un apparecchio commerciale (Hewlett-Packard). Il principio fisico si basa sul fatto che il colore del sangue dipende dalla quantità di Hb saturata. L' emoglobina satura è di colore rosso e quella insatura tende al blu. La emoglobina infatti cambia la sua configurazione strutturale quando prende parte ad una reazione chimica; ognuna di queste configurazioni presenta un tipo differente di riflessione della luce. Alla lunghezza d' onda di 660 nm corrisponde il rosso della HbO2 e alla lunghezza d' onda di 940 nm corrisponde invece la Hb non satura. facendo passare entrambe le lunghezze d' onda in un campione di sangue si avrà che la intensità di trasmissione della luce a 660 nm sarà in funzione della quantità percentuale di HbO2. Questa percentuale corrisponde al valore di saturazione (SpO2). la ossimetria può essere effettuata in vivo mediante l' utilizzo di sonde posizionate sulla superficie cutanea per misurare la sottostante saturazione arteriosa dei vai ematici sottostanti. Perché si è passati dall' ossimetro al pulsiossimetro? Il problema fondamentale fino al 1970 è che i primi sensori auricolari non erano in grado di discriminare fra la Hb presente nella arterie e quella presente nelle vene. Comunque come adesso un trasmettitore era posto su un lato del padiglione auricolare e il ricevitore sull' altro. I tessuti interposti fornivano il substrato ematico di lettura. Nel 1970 viene inventato il pulsiossimetro che con un sofisticato elaboratore leggeva solo la luce di intensità alternata come quella del circolo arterioso. Gli apparecchi più moderni dispongono di sonde che vengono collocate a livello delle dita e viene fatta una lettura del circolo arteriolare del letto unguenale. Tutti i modelli danno anche la frequenza cardiaca e alcuni modelli più sofisticati danno un atraccia dell' onda di saturazione arteriosa
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VANTAGGI
Vi sono prove evidenti a favore della possibilità di rivelare con l' ossimetro la desaturazione prima che questa abbia qualche evidenza clinica. D' altra parte nessuno studio ha finora dimostrato una riduzione della morbidità e della mortalità legata all' utilizzo di questo presidio. Bisogna comunque ammettere che la tecnica è di semplice esecuzione, gradita al paziente e assolutamente non invasiva.
GLI ERRORI NELLA PULSIOSSIMETRIA
Qui è il punto fondamentale di tutto questo articolo: la pulsiossimetria nasconde parecchie insidie che è bene puntualizzare. le insidie sono molto evidenti nella emergenza extraospedaliera dove tutto per definizione è instabile, precario e poco valutabile....
Errori legati al paziente
BIBLIOGRAFIA
P. Marino The ICU BOOK 2^ed. 1998 William& Wilkins
T.J. Mc Guire Evauation of a Pulse Oximeter in The Prehospital Setting. Ann. Em Med 17 :10 Oct 1988
J. Dion S. Hogg Sito internet Centre hospitalier Piedmont-Yamaska
CA (Quebec)