KETAMINA: UN FARMACO PER L ' EMERGENZA
PREOSPEDALIERA?
Dr Raul BUCCIARELLI
SUEM 118 Bellunese
In questo documento si cercherà per quanto possibile di trattare
in maniera chiara ed esauriente le caratteristiche di un farmaco
estremamente interessante dal punto di vista del medico di
urgenza. La ketamina, come vedremo, presenta delle
caratteristiche che lo rendono ottimale in certe ben definite
situazioni preospedaliere. Questa breve trattazione ha lo scopo
di invitare alla scoperta di una sostanza che tra
alti e bassi è in commercio da molti anni, è ben collaudata e
che stranamente in Italia viene pochissimo utilizzata nella
emergenza extraospedaliera nonostante presenti poche
controindicazioni assolute.
Verrà trattata poi in appendice, ma ne sarà fatto riferimento
in tutto l' articolo, la questione dell' uso "ricreativo"
della ketamina che è entrata a pieno diritto negli ultimi anni
fra le sostanze stupefacenti dell' ultima generazione.
Questa sostanza in molti paesi (come l'Inghilterra) non è
compresa nella lista degli stupefacenti, essendo usata come
analgesico ed anestetico ed essendovi, da parte della classe
medica, opposizioni alla sua inclusione nell'elenco in quanto
farmaco veramente utile.
CHIMICA
La ketamina è un farmaco anestetico chimicamente inquadrabile
come 2-(o-clorofenile)-2-(metilamino)cicloesanone (acril-cicloesilamina
strutturalmente correlata alla fenciclidina o PCP) .
E' una polvere bianca molto solubile in acqua, con pH assai acido
pH=4.
Il prodotto è commercializzato dalla Parke-Davis© come
Ketalar© in fiale da da 2 ml a concentrazione di 50 mg/ml di
ketamina cloridrato
METABOLISMO
Il metabolismo della ketamina è assai rapido e si producono a
livello epatico due metaboliti inattivi uno per demetilazione ed
uno, quantitativamente più importante, per ossidazione. I due
metaboliti vengono eliminati per via urinaria.
MECCANISMO DI AZIONE
Non è ancora ben chiarito. Di certo il farmaco al contrario
degli altri anestetici endovenosi (tiopentone, metoexitale,
propofol...), non agisce sul sistema reticolare ascendente ma
probabilmente a livello corticale. Sono state formulate varie
ipotesi che vedono interazioni con i nuclei talamici, con i
recettori degli oppiacei, con quelli muscarinici centrali e con
la Ach cerebrale....
Più recentemente è stata osservata una interazione fra ketamina
ed ac glutammico.
E' emerso comunque che il farmaco da una parte aumenta la attività
corticale specie della corteccia limbica e dall' altra deprime il
talamo.
ASPETTI STORICI DEL FARMACO
La ketamina è stato il primo farmaco impiegato per la anestesia
monofarmacologica ed è tuttora l' unico impiegato in tal senso.
Il farmaco fu sisntetizzato dal belga Stevens nel 1962 e fu
impiegata da Corrsen e Domino nel 1966 che crearono il termine di
anestesia dissociativa e vedremo più avanti il perchè di questa
importante definizione. Fu scelta tra 200 sostanze derivate dalla
fenciclidina perchè era considerato l' anestetico più
promettente.
Nel 1970 iniziò l' impiego per scopi clinici principalmente in
pediatria. Con ogni probabilità la sostanza ha seguito gli
americani in Vietnam per lenire i dolori dei feriti.
Le prime esperienze di anestesia dissociativa erano state
condotte con la fenciclidina, da cui la ketamina deriva
farmacologicamente, con risultati non molto brillanti.
L' uso della sostanza come psichedelico è iniziato negli anni '70
da parte di vari esponenti della cosiddetta "cultura
underground" ma questa è un' altra storia e ne parleremo
principalmente in appendice.
COME AGISCE LA KETAMINA?
La induzione del sonno dopo iniezione endovenosa avviene più
lentamente rispetto ai barbiturici. Occorrono 15-60" . Per
via intramuscolare occorrono 2-4 minuti.
La DPC95 ovvero la dose che dà perdita di coscienza nel 95% dei
pz è di 0.6mg/kg
la dose di induzione è di 1-5 mg/kg endovena e di 7-13 mg/kg
intramuscolo.
Per sedare un paziente per 15-20 minuti bastano 2 mg/kg endovena
con una copertura analgesica che durerà almeno 40'.
Il farmaco ha dei margini di sicurezza molto ampi e dosaggi
superiori a 10 volte gli usuali sono stati seguiti da completa
restitutio ad integrum.
La somministrazione va fatta lentamente in circa 1 minuto.
Vediamo le azioni della ketamina:
*AZIONE DISSOCIATIVA
La ketamina come accennato poc' anzi determina una netta
predominanza limbico-reticolare rispetto ad una sostanziale
depressione di alcune aree cortico-talamiche. Il farmaco pertanto
ha spiccati effetti psichedelici al pari di altre sostanze di
tipo "ricreativo" (MDMA, LSD, psilocibina, mescalina).
Gli effetti si manifestano molto evidenti a dosaggi subanestetici
che pertanto sono decisamente sconsigliabili. Gli stessi effetti
possono manifestarsi al risveglio dalla sedazione. In tale
circostanza il paziente potrà manifestare sogni vividi piacevoli
o spiacevoli con o senza agitazione psicomotoria e linguaggio
irrazionale. Le reazioni si esauriscono entro poche ore. Sono
molto evidenti nella fascia di età che va dai 25 ai 65 anni.
La somministrazione di bdp ne riduce sicuramente la portata.
Gli effetti psichedelici del farmaco ne determinano l' abuso come
sostanza allucinogena (vedi appendice).
* AZIONE ANESTETICA
Il paziente appare "deconnesso" più che addormentato:
gli occhi restano aperti e fissi, la bocca resta leggermente
aperta. Il soggetto continua a deglutire. Per chi non ha mai
usato la ketamina ed è abituato a vedere gli effetti di altri
anestetici l' aspetto del paziente dopo la somministrazione di
questo farmaco è sicuramente impressionante. Il tracciato EEG
dimostra la comparsa di onde theta sia rapide che lente.
* AZIONE ANALGESICA
la azione depressiva cortico-talamica realizza una analgesia
profonda che compare a dosi subanestetiche e che dura il doppio
della anestesia. L' analgesia è sicuramente eccellente per
quanto riguarda il tegumento ma risulta debole a livello
viscerale.
*AZIONE SUL TONO MUSCOLARE
La ketamina provoca un ipertono muscolare di natura
extrapiramidale e a dosi elevate franca rigidità muscolare
o mioclonie.
*AZIONE SUI RIFLESSI
Abolizione riflessi cutanei
Conservazione riflessi osteotendinei, corneali e fotomotori
Conservazione riflessi laringei e faringei
Pupille in dilatazione intermedia
*AZIONE SULL' OCCHIO
Lacrimazione
Nistagmo durante l' induzione
Ipertono oculare lieve
*AZIONE SUL SISTEMA CARDIOVASCOLARE
La ketamina diversamente dagli altri anestetici ha una azione di
stimolo sull' apparato cardiovascolare. Possiamo osservare varie
azioni:
Aumento della frequenza cardiaca del 30% dopo la somministrazione
con persistenza per 10-15 minuti dell' incremento
Aumento della pressione arteriosa sistolica e diastolica del 20-25%
nei cinque minuti che seguono la somministrazione. Un uso accorto
della atropina prima della ketamina riduce l' aumento pressorio.
*AZIONE SUL RESPIRO
Le funzioni respiratorie non appaiono particolarmente turbate
dalla ketamina. Quando viene somministrata lentamente il farmaco
deprime in maniera assai debole la frequenza respiratoria che però
può essere condizionata negativamente da due effetti del farmaco:
Scialorrea che viene controllata da una premedicazione atropinica.
L' accumunlo di saliva può determinare anche ostruzione delle
vie aeree.
Ipertonia dei muscoli respiratori ad alti dosaggi.
Lo stridor a volte percepibile è legato ad ipertono dei muscoli
laringei e di solito non ha conseguenze di rilievo.
Il farmaco ha peraltro un interessante effetto broncodilatatore
che ne indica l' uso anche nel paziente asmatico.
Un sovradosaggio porterà a depressione respiratoria da gestire
con i consueti metodi di ventilazione assisitita.
Fino a questo punto il lettore si sarà fatto una idea abbastanza
completa di questa sostanza che ha la caratteristica di essere un
anestetico fortemente psicoattivo anche in maniera poco
prevedibile.Per comprendere fino a che punto il farmaco possa
avere un ruolo nella emergenza extraospedaliera bisogna seguire
alcuni casi clinici che danno l' esatta misura della efficacia
della ketamina!
1°Esempio
*Maschio, 70 anni investito da una macchina, giace per strada con
una grave frattura femorale scomposta e con monconi fortemente
angolati. Notevole emorragia esterna in atto.
*Incannulazione venosa 14G, reinfusione massiva, PA 95/60,
sudorazione algida, grave stato di agitazione, dolore notevole a
livello dell' arto fratturato. Storia di BPCO Sp02 90%.
Cosa somministrare per sedare rapidamente il paziente senza
rischi?
KETALAR© 1,5 mg/kg + 0,5 mg Atropina e.v ci consentono di sedare
alla perfezione il paziente, di sostenere il circolo, di
mentenere pervie le vie aeree e di riallineare l'arto tanto da
poterlo immobilizzare.
2° Esempio
*Maschio 40 anni, ustionato su quasi metà del corpo con grosse
flittene. Fortemente agitato.
*Tentativo di incannulazione venosa: difficile reperire un vaso.
Paziente agitato e non calmabile.PA 90/70
KETALAR© 5mg/kg I.M.: il paziente si tranquillizza. In un minuto
reperiamo con tranquillità una giugulare esterna e possiamo
praticare una rapida e fondamentele reinfsione di liquidi.
3° Esempio (esperienza personale)
*Maschio 59 anni, operato di resezione epatica, grave emorragia
intraoperatoria, PA 80/40 sostenuta con amine simpaticomimetiche
(dopamina, dobutamina, noradrenalina). Iniziale ARDS. Intubato e
ventilato in CMV. Da trasferire con ambulanza da rianimazione in
un altro ospedale.
*Durante l' inizio del trasporto il paziente comincia a
risvegliarsi e ad agitarsi tentando di strapparsi le cannule
venose.
COME SEDARLO?
KETALAR© 2,5 mg/kg e.v. ci consentono di calmare il paziente
senza far crollare il circolo estremamente compromesso, otteniamo
un effetto broncodilatatore che migliora la cinetica ventilatoria.
Dopo 20 minuti ripetiamo la somministrazione.
4° Esempio
*Bimba di 4 anni, a domicilio, grave crisi asmatica, stato di
grave agitazione. Impossibile utilizzare beta2-stimolanti per
spray. Impossibile prendere una vena. Subcianosi. Sp02 85%.
*O2 in maschera
KETALAR© 5 mg/kg I.M.: il farmaco seda la piccola in 2 minuti.
L' effetto di broncodilatazione è sicuramente un ottimo inizio.
Si reperta un vaso con calma e si somministrano i farmaci
broncodilatatori. Dopo 15 minuti la piccola paziente si risveglia
senza problemi.
COMMENTO
Grazie all' ampio margine terapeutico il farmaco difficilmente può
essere sovradosato. Piuttosto bisogna fare attenzione ai dosaggi
subclinici che senza arrecare alcun beneficio al paziente lo
espongono a gravi stati di alterazione della coscienza con
agitazione psicomotoria, angoscia e allucinazioni.
Ad esempio un dosaggio di 0,5 mg/kg pur essendo certamente
antalgico darà alterazione psichica in senso dissociativo.
Cosa fare in questi casi?
Va somministrata senza indugio una benzodiazepina rapida come il
midazolam che riesce a rimuovere lo stato di dissociazione.
Possiamo concludere affermando con sicurezza che la ketamina è
il farmaco di prima scelta nella sedazione del paziente in stato
di shock. La sedazione si associa ad una efficace analgesia. Il
farmaco può essere impiegato in sicurezza anche nel paziente
pediatrico.
L' unica reale controindicazione è lo stato di grave
ipertensione in cui il rialzo pressorio determinato dal farmaco
può determinare danno sporattutto cerebrale.
APPENDICE: Aspetti "psichedelici" della ketamina
cloridrato
La ketamina è entrata a pieno titolo fra le sostanze
stupefacenti di tipo dissociativo e sul web esistono una serie
infinita di siti che facendo capo ad ambiti culturali di tipo
underground affrontano il discorso sulla sostanza da un' ottica
decisamente diversa da quella del sottoscritto. Il problema
"ketamina psichedelica" esiste e bisogna prenderne atto
anche perchè questo aspetto del farmaco ha senz' altro
contribuito alla limitazione dell' impiego...
Riporto alcuni brani presi qua e là che possono dare una
percezione chiara e comunque possono fornire uno strumento di
comprensione degli effetti psichedelici del farmaco.
La cosa va vista soprattutto in un ottica di soccorritori che
spesso devono affrontare la getione di pazienti in preda all'
azione di sostanze stupefacenti non sempre note a sufficienza....
****
<<E' più corretto definire la ketamina come un anestetico
dissociativo poiché, in base a quanto si è appreso dai racconti
di pazienti sottoposti ad operazioni chirurgiche e ad anestesia
con ketamina, la mente viene separata dal corpo e in numerosi
casi questa scissione provoca allucinazioni profonde, esperienze
extracorporee, visioni mistiche, sensazioni di ingresso in
un'altra realtà, sensazioni che sono state definite clinicamente
come "reazioni da emersione".
E' attraverso questi resoconti dei pazienti, che sono stati
scoperti gli effetti psichedelici di dosi sub-anestetiche della
Ketamina, cioè di dosi inferiori a quelle necessarie per indurre
un'anestesia completa. Nel gergo, queste quantità sub-anestetiche
sono per l'appunto chiamate "dosi psichedeliche". Per
arginare gli effetti psicologici che potrebbero derivare da tali
esperienze psichedeliche, durante l'anestesia si è fatto in
seguito ricorso alla somministrazione anche di benzodiazepine,
che inducono l'amnesia per quanto riguarda queste "reazioni
da emersione".>>
<<Attualmente nei rave, nelle discoteche e in altre
situazioni ricreazionali viene venduta una sostanza sotto il nome
di Special K, Vitamina K, Ket, KitKat, Purple,
Super Acid.>>
<<Questa sostanza è ketamina, a volte mescolata con altre
droghe come eroina, extasy o, peggio ancora, con sostanze
sintetiche da taglio, come già avviene per l'ecstasy spesso a
PCP estremamente pericolosa.>>
<<Sotto questi nomi la ketamina viene classificata fra le
cosiddette "nuove droghe"; un concetto che è improprio
e fuorviante, come la maggior parte dei termini abusati
dall'informazione dei media e degli ambienti in cui queste
sostanze circolano
La maggior parte delle "nuove droghe", dagli empatogeni
alla Ketamina, dalla DMT agli inalanti tipo-popper, sino ai
principi attivi contenuti in numerose "smart drugs" (tipo
herbal ecstasy), non sono per nulla nuove, né nell'ambiente
scientifico in cui sono state create o scoperte, né negli
ambienti underground. Ciascuna di queste sostanze ha oramai una
storia di uso e abuso di alcuni o di molti decenni.
Ciò che v'è realmente di nuovo non sono le sostanze, bensì le
modalità del loro utilizzo. La vera novità consiste nel fatto
che le droghe via via "scoperte" e usate negli ambienti
giovanili durante i decenni' passati sono tornate tutte
contemporaneamente alla ribalta e vengono consumate secondo le più
disparate combinazioni. I "cocktails" del sabato sera
o, come preferiamo definirli, i "crogioli neuroalchemici"
o le "neuroalchimie", sono e saranno la fonte di tante
gioie e preoccupazioni: gioie per chi è in grado o apprenderà a
"gestirsele", preoccupazioni per quanti come gli
operatori dei SERT si trovano impreparato ad affrontare le
conseguenze del loro abuso, tenendo conto del fatto che per la
maggior parte di queste nuove combinazioni sono totalmente ignoti
gli effetti farmacologici ed eventualmente tossici a breve e a
lungo termine. Nell'informazione confusa e approssimativa che
circola in questi ambienti sulle sostanze psicoattive, la
ketamina viene definita in maniera piuttosto riduttiva come un
anestetico per cavalli o per elefanti.
Nonostante ciò sia vero, ancor prima che un anestetico per
animali, la ketamina dovrebbe essere presentata come una sostanza
psichedelica (allucinogena o enteogena) assai potente, con un
effetto a breve durata (quando assunta da sola), in grado di
indurre profonde modificazioni dello stato di coscienza. Fra gli
psichedelici, la ketamina è la sostanza che maggiormente si
presta per l'induzione delle cosiddette NDE (near-death
experiences).
In base ai resoconti riportati dagli sperimentatori di ketamina,
si può definire questa droga come uno psichedelico più intenso
e bizzarro di quanto possa essere l'LSD - padre di tutti gli
psichedelici di origine sintetica.Dosaggi forti di ketamina
possono produrre tutte le caratteristiche delle NDE, "esperienze
vicino alla morte", comprese il viaggio attraverso un tunnel
verso la luce (il cosiddetto "effetto-tunnel"), la
convinzione che si è morti, uscite dal corpo e fluttuazioni
nell'ambiente circostante, comunicazioni "telepatiche"
con entità disincarnate, ecc. Possono essere rivissuti eventi
della propria infanzia. Le esperienze dissociative appaiono
spesso così genuine che chi le esperisce è certo di aver
abbandonato il proprio corpo.
La Ketamina pone il soggetto in uno stato vegetativo, in cui i
muscoli sono rilassati e non si presentano stati di ansietà, e
il "viaggio" dura solo un quarto d'ora minimo, un'ora e
mezzo al massimo. Di solito la si assume per via endonasale (sniffata)>>.
<< Chi la usa alle volte chiama la botta/viaggio (stato di
high/trip) ketaminico "K Land", ovvero "Mondo K",
descrivendo profonde allucinazioni che includono distorsioni
visuali e perdita del senso del tempo e dell'identità, e alle
volte un "viaggio post-morte", ovvero ci si vede
dall'esterno, come fossimo un'anima, si imbocca un tunnel dove si
rivive tutta la vita in pochi secondi, e al suo termine c'è la
classica luce...>>
<<Stan Grof così descrive l'effetto della Ketamina: "Ti
può portare alla realtà subatomica o astrofisica, ad altre
galassie. Ti può far vivere la vita di un girino o sperimentare
quello che tu senti sia la coscienza di oggetti inanimati".
John Lilly, che ha assunto ketamina per cento giorni consecutivi,
scrive: "Sotto Ketamina posso oltrepassare il confine che
porta ad altre realtà... Ho sperimentato stati in cui posso
contattare i creatori dell'universo".
.......Naturalmente per scopi ricreativi la ketamina è usata in
dose molto minore rispetto al trattamento anestetico, per cui il
rischio di morte è assai ridotto, a parte i casi di overdose
dove il cuore rallenta troppo, fino a fermarsi, oppure il
cervello e i muscoli ricevendo poco ossigeno possono danneggiarsi.
I rischi sono soprattutto causati dallo stato di semi-anestesia
in cui non si sente più il dolore, per cui è possibile ferirsi
senza accorgersene durante il "viaggio". Anche la
Ketamina crea tolleranza, se usata con regolarità, per cui
servono dosi sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto.
La ketamina si presenta come un liquido, adatta all'iniezione,
mentre per ottenere la polvere sniffabile viene bollita. Da
notare che spesso viene spacciata col nome Special K un mix di
ketamina e altre sostanze più pericolose>>.
<<ll dosaggio per iniezione intramuscolare in uso è di
solito di 60-80 mg (ovvero 0,4 mg/lb), mentre una dose più forte
è 80-125 mg (0,5-0,8 mg/lb). Sopra 1 mg/lb, cioè più di 150
mg, si ha la dose anestetica decisamente alta per un uso
ricreativo.....>>
Da quanto sopra esposto ci si può rendere conto che la ketamina,
se da una parte è un sedativo che può avere un ruolo certo
nell' emergenza preospedaliera, dall' altra ci si presenta come
una sostanza psicotropa di notevole potenza, che può produrre se
usata senza le precauzioni del caso disturbi neuropsichici molto
seri ....
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
E. Ciocatto, O. Zaffiri Anestesiologia 1988 Libreria Cortina
Torino
P.G. Barash, B. F. Cullen, R.K. Stoelting Manuale di Anestesia
Clinica 1999 Antonio Delfino Editore
E. Romano Anestesia Generale e Speciale 1997 UTET
A.G. Goodman, L.S. Gilman Le basi farmacolgiche della terapia
1983 Grasso Editore
S. Rollo, G. Samorini Il fattore k nella psichedelia Grafton9 -Ediz.
Bologna