Intubazione inversa o "a piccozza": una variante anomala ma assolutamente utile nella emergenza extraospedaliera

Dr. Raul BUCCIARELLI

SUEM 118 bellunese
 
 

Nel contesto spesso drammatico ed imprevedibile dell' approccio extraospedaliero alle vie aeree, la intubazione orotracheale può porre dei problemi apparentemente insolubili.

Ognuno di noi ha appreso la manualità della intubazione nella tranquillità delle sale operatorie, dove il paziente, posto col capo all' altezza della nostra xifoide, con i quattro canonici centimetri di cuscinetto sotto l' occipite, veniva ad offrire una posizione di Jackson assolutamente ottimizzata.....

Gli scenari extraospedalieri sono purtroppo tragicamente diversi e chi come il sottoscritto ha una formazione più "on the road" che "on the room" può senz' altro offrire un utile suggerimento che può contribuire a risolvere una situazione apparentemente non facile....

L' idea nasce dalla lettura di un breve ma ottimo articolo pubblicato on-line sula rivista Urgence Pratique dai colleghi Eric TORRES dello SMUR di Hyères (F) e Urs WIGET della REGA Svizzera. Questi hanno affrontato in maniera assolutamente chiara il problema dell' approccio alle vie aeree quando per vari motivi non ci si può porre alle spalle del paziente steso al suolo.

La tecnica prevede una laringoscopia tradizionale, con lo strumentario solito, ma ponendosi faccia a faccia col paziente con il busto flesso in avanti. La introduzione del laringoscopio avviene usando lo strumento come una piccozza da ghiaccio tenendolo con la mano destra. Una volta introdotta la lama, si visualizza l' epiglottide e si carica tirando indietro il manico in direzione dei piedi del paziente. Ci si potrà rendere conto che il laringoscopio tenuto con la destra offre ai destrimani di sicuro una ottima manualità. La trazione inoltre segue un asse che non permette di realizzare basculamenti contro la arcata dentaria superiore. Il tubo viene introdotto con la mano sinistra. I reperi naturalmente sono tutti invertiti ed è questo che all' inizio crea la difficoltà maggiore.
   

Presso il nostro servizio abbiamo sperimentato sul manichino Laerdal la tecnica descritta con risultati interessanti. Il personale medico addestrato alla intubazione tradizionale dopo pochi tentativi "interlocutori" riesce ad eseguire l' operazione senza grosse difficoltà.

E' consigliabile mandrinare il tubo e soprattutto avvicinarsi molto al volto del paziente anche mettendosi in posizione inginocchiata (senza sedersi sul paziente possibilmente!!!!!). Questo consente di allineare in maniera ottimale lo sguardo sull' asse bocca-faringe-laringe della vittima.
 
Presa del laringoscopio Laringoscopia 1 Laringoscopia 2 Inserimento del tubo armato

La presa del laringoscopio inoltre, secondo gli autori, tende a far affondare eccessivamente la lama e a produrre un erroneo caricamento della epiglottide. Di questo va tenuto conto durante la laringoscopia ma è un porblema facilmente aggirabile.
 
 

Il conclusione la tecnica sembra priva di reali inconvenienti e può essere appresa con un training relativamente breve. Può costituire una alternativa alla introduzione del Combitube nelle situazioni apparentemente "impossibili".