Introduzione
E’ una situazione
clinica che il medico urgentista si può trovare spesso a fronteggiare,
sia in Pronto Soccorso che nella emergenza extraospedaliera.I
farmaci di questa categoria che esistono da circa 40 annisono
estrememente diffusi nella popolazione soprattutto nelle formulazioni orali
(gocce, capsule e compresse) grazie alla molteplicità degli effetti
farmacologici e all’ elevato indice terapeutico.
Leindicazionidi
uso(ansiolisi, ipnoinduzione, miorilassamento,
trattamento delle convulsioni) non sono strettamente definite per ciascuna
sostanza e di solito l’ indicazione evidenzia solo l’ effetto prevalente
della sostanza che è soprattutto funzione della dose, della via
di somministrazione e della risposta individuale.
Va detto comunque
(e vedremo il perchè) che tutti i casi di intossicazione gestiti
presso il ns servizio hanno avuto esito positivo come prognosi quoad vitam
e quoad valeditudinem.
L’ ingestione delle
benzodiazepine può essere accidentale e monomedicamentosa (età
pediatrica) o più spesso può costituire un tentativo di tipo
autosoppressivo (spesso multifarmacologico). Il suicidio “con i sonniferi”
rimane un appannaggio solitamente femminile e il nostro servizio 118 bellunese
gestisce un numero relativamente elevato di casi di intossicazione suicidaria
da benzodiazepine avendo la nostra provincia il triste e consolidato primato
dei suicidi in Italia.
La scelta di parlare
ed esporre un argomentoanche per
certi versi “scontato” come questo nasce da una precisa scelta legata a
vari fattori:
1.La
casistica abbastanza ampia gestita dal ns servizio e dal sottoscritto
2.La
constatazione della disinvoltura con cui vengono utilizzate le bdz nella
sedazione intra ed extraospedaliera spesso senza valutare potenziali “sorprese”
3. La
altrettanto grande disinvoltura con cui viene utilizzato il flumazenil,
farmaco di cui parlerò ampiamente più avanti, il cui impiegopuò
nascondere insidie.
FORMULAZIONI IN COMMERCIO ( non sono tutte )
| Sostanza |
Nomi
commerciali |
Metaboliti
att. |
Emivita
ore (compresi
metab. attivi) |
| Alprazolam |
XanaxÓ
MialinÓ FrontalÓ Valeans Ó |
si |
10-20 |
| Bromazepam |
LexotanÓ CompendiumÓ |
si |
19 |
| Clonazepam |
RivotrilÓ |
si |
20-30 |
| Clorazepato |
TranseneÓ |
si |
50-80 |
| Clordiazepossido |
LibriumÓ PsicofarÓ ReliberanÓ |
si
(tre) |
5-15 |
| Diazepam |
ValiumÓ AliseumÓ AnsiolinÓ EridanÓ NoanÓ TarnquiritÓ |
si |
30-60 |
| Estazolam |
EsilganÓ |
si
(poco att.) |
10-25 |
| Flunitrazepam |
RoipnolÓ DarkeneÓ ValseraÓ |
si
(due) |
35 |
| Flurazepam |
DalmadormÓ FelisonÓ FlunoxÓ RemdueÓ ValdormÓ |
si
(due) |
50-100 |
| Lorazepam |
TavorÓ Lorans Control |
no |
10-20 |
| Midazolam |
IpnovelÓ |
si |
2-5 |
| Nitrazepam |
MogadonÓ |
no |
30 |
| Oxazepam |
SerpaxÓ LimbialÓ |
no |
5-10 |
| Pinazepam |
DomarÓ |
si |
120 |
| Prazepam |
PrazeneÓ TrepidanÓ |
si |
120 |
| Temazepam |
NormisonÓ |
si |
9 |
| Triazolam |
HalcionÓ SongarÓ |
? |
5 |
MECCANISMO DI AZIONE
dal punto di vista
chimico le bdz si caratterizzano per la presenza di un anello benzenico
condensato con un anello diazepinico. La presenza di un radicale arilico
in posizione 5 configura il gruppo dellle 5-aril-1,4-benzodiazepine. L’
inserimento di una anello imidazolico in posizione 1,2 dà origine
alle imidazo-bdz fra cui figurano il midazolam e il flumazenil.
Le bdz realizzano
una azione farmacologica attraverso il legame con specifici siti recettoriali.
Il meccanismo di azione è stato scoperto nel 1977.
Le bdz agiscono a
tutti i livelli del SNC prevalentemente per una inibizione presinaptica
delle vie multisinaptiche: prevalentemente nella regione ippocampale dove
aumentno l’ azione del GABA (acg-aminobutirrico)
: Il risultato è una diffusa inibizione della sostanza reticolare
e dei riflessi spinali.
Benchè non
chiarita completamente, la eterogeneità degli effetti prodotti dalla
somministrazione delle bdz suggerirebbe una certa specificità funzionale
dei sottotipi recettoriali.
La diversa affinità
per i recettori del GABA determina la potenza del farmaco.
I sistemi di veglia
sono depressi a dosi tossiche ma non per inibizione diretta della reticolare
come avviene per i barbiturici ma per deconnessione secondaria alla depressione
del sistema limbico-ipotalamico. Questo spiega l’ assenza di proporzionalità
fra dose ed insufficienza cerebrale. Una volta raggiunta la dose ipnotica
l’ aumento della dose non porta a depressione centrale fino alla anestesia
ed al coma.
Le bdz danno rilasciamento
muscolare a dosi elevate fino alla ipotonia marcata. Questo effetto è
legato a fenomeni initori a partenza sopraspinale di origine cerebellare.
L’ azione antiepilettica è legata ad una inibizione subcorticale
che si esplica a livello della corteccia.
USO DELLE BDZ IN
URGENZA ED EFFETTI COLLATERALI
Le bdp vengono utilizzate
con estrema frequenza in urgenza in
forma endovenosa e bisogna sempre considerarle come dei potenziali depressori
respiratori. Agiscono a vari livelli in maniera sinergica:
·depressione
del centro del respiro
·ipotonia
deimuscoli respiratori
·ipotonia
e rilasciamento ipofaringeo
Una somministrazioneendovenosa
eccessivamente rapida può produrre un apnea che dura anche parecchi
minuti.
La soppressione del
riflesso faringolaringeo può facilitare una sindrome da inalazione
bronchiale.
Nell’ anziano si
verifica molto spesso una depressione respiratoria come pure nel paziente
con insuff. respiratoria cronica.
La diluizione dei
farmaci somministrati permette un approccio graduale e ponderato.
E’ estremamente corretto
utilizzare dei sistemi di monitoraggio di minima che costituiscono delle
precauzioni elementari : materiale rianimatorio e di intubazione pronto,
apparecchio di aspirazione, monitoraggio ECG e saturimetro.
Presso il ns servizio disponiamo di diazepam in fiale
da 10 mg. Da poco abbiamo introdotto il midazolam.
CINETICA E TOSSICITA’
Le bdz vengono assorbite
entro 1-2 ore dalla somministrazione orale. Trattandosi di basi deboli
l’ assorbimento avviene in ambiente neutro come l’ intestino tenue. Il
volume di distribuzione è elevato e tutte passano la placenta. tranne
il m idazolam che è idrosolubile le altre sono liposolubili.
Le bdz vengono bitrasformate
a livello del sistema miscrosomiale epatico con comparsa in circolo di
metaboliti. Le bdz a breve emivita si verifica una coniugazione in forma
inattiva. Nelle sostanze ad emivita lunga si formano metaboliti attivi.
le sostanze coniugate vengono in parte eliminate con la bile e din parte
con le urine.
La
presenza dei metaboliti attivi ci chiarisce da una parte la persistenza
di effetti farmacologici giorni dopo la scomparsa dei sintomi clinici e
dall’ altra la difficoltà di identificare un sovradosaggio dai livelli
plasmatici ed urinari di sostanze attive.
La morte per intossicazione da benzodiazepine è sicuramente un evento
raro e va attribuito a situazioni in cui la sostanzasia
associata a altre sostanze depressive il SNC come alcool o altri psicofarmaci.
La tossicità
è talmente bassa che dosi anche 100 volte superiori a quelle terapeutiche
non comportano alterazioni delle funzioni vitali tali da mettere in pericolo
la vita.
L’ associazione con
barbiturici, oppioidi o alcool può invece creare una grave depressione
respiratoria.
QUADRO
CLINICO
L’ intossicazione
da bdz costituisce un quadro sindromico assolutamente tipico:
·ipotonia
muscolare ed atassia
·iporeflessia
osteotendinea
·miosi
·letargia
ed eloquio impastato
·ipotermia
Il quadro può
essere più marcatocon uno
stato di coma più o meno marcato ma mai profondo. Il quadro più
caratteristico del quadro è proprio dato dalla dissociazione fra
una scarsa profondità del coma ed uno stato di grave ipotonia muscolare.
Un coma di grado
elevato fa senz’ altro pensare ad una itossicazione di tipo misto
La depressione respiratoria di solito è modesta
ma come già evidenziato può diventare clinicamente importante
nel soggetto anziano o nel pz affetto da insufficienza respiratoria cronica..
Trattamento
Nella gestione del
paziente con intossicazione benzodiazepinica valgono tutte le misure standard
di assistenza delle vie aeree. Va gestito il coma proteggendoil
paziente da una sindrome da inalazione. L’ ipotensione risponde agevolmente
el clinostatismo ed alla somministrazione di liquidi. Lo svuotamento dello
stomaco nelle ingestioni recenti (entro 4 ore) è necessario solo
se la dose assunta è pari o superiore a 30 dosi terapeutiche.
La lavanda, un purgante
salino e dosi multiple di carbone attivo possono evitare un ricovero nei
casi che siano coscienti o poco soporosi.
Le tecniche di depurazione
non sono efficaci e quelle attive per la loro indaginosità risultano
per lo più sproporzionate rispetto alla reale minaccia del tossico.
Per quanto riguarda
il trattamento specifico in passato sono state usate diverse molecole come
antidoti del sovradosaggio delle bdz (fisostigmina, aminofillina). Tutte
queste sostanze sono divenate di interesse esclusivamente storico dopo
la introduzione del flumazenil AnexateÓche
dal 1989 è disponibile anche in Italia distrubuito dalla RocheÓ
SpA.
Il
flumazenil è attualmente l’ antagonista di scelta delle bdz e le
sue indicazioni cliniche comprendono il trattamento del sovradosaggio e
la neutralizzazione degli effetti prolungati o indesiderati di questi farmaci.
II
flumazenil chimicamente è una imidazo-benzodiazepina. E’ una base
debole, liposolubile con un P.M. di 303 daltons. La molecola a basse concentrazioni
è solubile in acqua.
La
preparazione è veduta sottoforma di fiale da 0.5 e 1 mg conservabili
a temperatura ambiente. Il flumazenil è diluibile con Ringer lattato
o con glucosata al 5% con stabilità fino a 24 h .
Il
flumazenil si lega ai recettori per le bdz con cui ha una elevata affinità
spiazzando gli agonisti. L’ affinità è completa verso ogni
tipo di subrecettore risultando attivo anche nei confronti di farmaciW1
non corelati alle bdz come lo zolpidem.
Il
farmaco è privo di interazione con farmaci non correlti alle bdz
come i barbiturici.
L’
emivita di eliminazione è di 0.7-1.4 ore, il picco plasmatico si
ottiene dopo 20-90 minuti.Dopo una
rapida fase di distribuzione di 5 minuti il farmaco passa rapidamente nel
SNC e si concentra a livello della sostanza glrigia cerebrale.
La
comparsa dell’ effetto terapeutico dopo somministrazione endovenosa si
manifesta dopo 1-2-minuti.
Il
farmaco viene impiegato per antagonizzare l’ azione depressiva delle bdz
sul SNC, sulla funzione muscolare e su quella respiratoria.
Il
farmaco oltre ad essere valido nei sovradosaggi è eccellente anche
per accelerare il recupero in pazienti che dopo dosi sedative terapeutiche
mostrino sedazione e ipotonia prolungati.
L’
assenza di attività intrinseca rende interessante il farmaco anche
per discriminare le cause di una insufficienza cerebrale di causa ignota.
Il
farmaco nella pratica clinica viene somministrato per via endovenosa e
il metodo migliore è sicuramente quello della diluizione con somministrazione
di piccoli boli subentranti. Questo permette un eccellente monitoraggio
della antagonizzazione della titolazione.
| A tal fine si raccomanda la somministrazione iniziale di 0,2 mg in 30" seguita da 0,3 mg dopo altri 30" e quindi in assenza di risposta dosi successive di 0,5 mg ogni 60" fino a 5 mg. |
Nelle intossicazioni pure da bdz l' effetto del flumazenil è rilevabile dopo pochi minuti dalla somministrazione endovenosa. Nelle intossicazioni miste il risveglio del paziente è meno rapido e completo per la persistenza di effetti sedativi o di altre sostanze. Questi sono i casi in cui si può realizzare una situazione potenzialmente insidiosa. Nelle intossicazioni miste da benzodiazepine, triciclici ed analettici la bdz può mascherare un effetto convulsivo che una volta spiazzato l' ipnotico dai recettori improvvisamente si slatentizza. Sono descritti casi di male epilettico ad evoluzione letale.
La somministrazione del flumazenil è controindicata nei pazienti con nota ipersensibilità al farmaco o alle bdz e nei pz che siano in trattamento con bdz per storia di comizialità.
Le convulsioni comunque non rappresentano mai una espressione di attività intrinseca del farmaco.
Nei pazienti in trattamento cronico con bdz non è raro osservare una sindrome astinenziale con agitazione psicomotoria e/o attacco di panico.
Il farmaco è molto efficace nelle intossicazioni
da zopiclone (Imovane) e zolpidem (Stilnox).
| PUNTI FONDAMENTALI DA RICORDARE NELLA PRATICA CLINICA
* L' intossicazione da bdz di solito è una urgenza ma raramente è una emergenza. Lo diventa soprattutto in occasione di intossicazioni miste. * Nell' eseguire una sedazione, oltre a fare attenzione alle possibili controindicazioni, le bdz endovenose vanno usate diluite a 10 !!!! * E' molto rischioso associare, in corso di sedazione, una bdz agli oppioidi. La sommazione è notevole specie per quanto riguarda la depressione respiratoria. * Nelle intossicazioni è lecito aspettarsi una sintomatologia tossica assai marcata per bdz molto sedative (Roipnol, Halcion) * Non bisogna utilizzare il flumazenil se si riscontrano le seguenti condizioni:
|
BIBLIOGRAFIA
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