dr.Raul BUCCIARELLI
SUEM118 Belluno
Questa
evenienza di tipo tossicologico va considerata come tutt’ altro che rara,
vista la estrema diffusione dei farmaci a base di questa importante sostanza.
L’
acido acetilsalicilico (ASA) è un prodotto capillarmente diffuso
come analgesico, antipiretico ed antiinfiammatorio. Viene utilizzato soprattutto
in compresse con dosaggi che possono andare da 125 fino ad 800 mg. La formulazione
più comune è quella da 500mg (ASPIRINA 500Ó)
L’
ingestione di quantitativi tossici di ASA può verificarsi sia per
ingestione accidentale (soprattutto nei bambini) che per ingestione a scopo
suicidario.
Il
sottoscritto ha gestito un caso di ingestione di circa 40 compresse da
500 mg di ASA che come vedremo sono molto vicini alla DL nell’ adulto.
CINETICA
E TOSSICITA’
I
derivati dell’ ASA sono tutti acidi deboli il cui passaggio transmembranario
è notevolmente influenzato dal pH del mezzo di soluzione. La molecola
passa le membrane solo come forma indissociata mentre la frazione ionizzata
è scarsamente liposolubile.
A
livello del lume gastrico pertanto si crea un grosso gradiente tra il lume
ed il plasma (acido --->alcalino). Quando l’ assorbimento plasmatico è
completo se le urine sono alcaline si crea un gradiente plasma-->urine.
| Assorbimento gastrico | Rapido,
però la scarsa solubilità dei preparati in polvere fa sì
che si possano rinvenire grosse quantità anche 6-8h dopo l’ assunzione.
Il bicarbonato fa aumentare la quota indissociata con aumento della velocità
di assorbimento |
| Assorbimento intestinale | Rapido.
Per il fatto che persiste la forma indissociata. Attenzione alle preparazioni
retard che possono essere assorbite molto in ritardo. |
Il
picco plasmatico si raggiunge in circa due ore. La cinetica dei salicilati
fa si che non vi sia una correlazione fra la concentrazione plasmatica
e la gravità della intossicazione.
| Alcalosi plasmatica (iperventilazione) | Passaggio
a livello dei tessuti piuttosto lento |
| Acidosi metabolica | Rapido
passaggio ai tessuti |
Molto
importante!!!
La
eliminazione dei salicilati è renale. La alcalinizzazione urinaria
accelera notevolmente questo processo depurativo.
Organi
bersaglio della intossicazione salicilica:
| Stomaco | Effetto
emetico |
| SNC | Effetto
emetico centrale Iperventilazione
da stimolo centrale |
| Rene | Perdita
di bicarbonati compensatoria della alcalosi . Si verifica perdita di Na,
K, acqua. Successiva acidosi metabolica aggravata dalla alta concentraz
di ASA nel sangue. |
| Muscoli | Aumento
della glicolisi |
| Cuore e circolo | Danno
da disidratazione ed alterazioni elettrolitiche |
CLINICA
Il
quadro è estremamente variabile
e varia a seconda della età:
| Adulto |
DL=
0.4 g / kg |
| Bambino
> 4 aa |
DL=
0.15 g / kg |
| Bambino
< 4 aa |
DL
=0.1g / kg |
1)
Irritazione gastrica con senso di pirosi, nausea e vomito
2)
Febbre, sudorazione, tremori ed iperpnea anche grave
3)
Alcalosi respiratoria con disidratazione da perdite renali elettrolitiche
e
ad un certo punto segue:
4)
Acidosi metabolica che facilita il passaggio del tossico nei tessuti e
comparsa di gravi segni neurologici.
5)
Ipoglicemia spesso assai precoce e grave. Da sola può a volte spiegare
la sintomatologia neurologica.
6)
Segni più tradivi di insuff. epatica
Il sottoscritto ricorda che nel caso già citato del paziente che aveva ingerito 20gdi ASA, il sintomo che era comparso più precocemente era stato la ipoglicemia con valori sotto i 30 mg/dl.
Approccio terapeutico
1)Iniziare rapidamente emesi e in assenza di turbe neurologiche e gastrolusi in quanto nel farmaco somministrato per os è frequente la persistenza in ambito gastrico di quantità anche importanti di ASA che come si è detto è poco solubile.
2)Somministrare un purgante salino e trattare in maniera sintomatica l' insuffucienza cardiocircolatoria con espansori plasmatici e amine.
3)Correggere la ipoglicemia e gli squilibri elettrolitici.
4)Correggere la acidosi metabolica con bicarbonato.
5)Alcalinizzare le urine. Evitare in caso di alcalosi respiratoria. Si esegue una diuresi forzata utilizzando una soluzione contenente 1/3 di Sodio bicarbonato 1,26% + 2/3 di glucosata al 5% in modo da tenere un pH urinario attorno ad 8
M.L. Bozza-Marrubini, R. Ghezzi Laurenti, P. Uccelli INTOSSICAZIONI ACUTE OEMF Milano 1987
G. Garetto, B. Tartaglino, MEDICINA D' URGENZA G C Ed. Medico Scientifiche Torino 1987